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Autore: admin

Yoga per rilassarsi Ti iscrivi?

Yoga per rilassarsi Ti iscrivi?

Che cos'è Yoga?

Questa è la domanda principale che la gente deve fare prima di firmare per lo yoga per ottenere tutti i vantaggi di questa disciplina. Come abbiamo menzionato Yoga , più di uno sport è una disciplina che cerca di coltivare sia il corpo che la mente e l'anima.

È una filosofia della vita che è nata in India ed è nel quadro dell'Induismo. Non si tratta solo di eseguire esercizi posturali e di respirazione, ma anche di collegare il nostro corpo alla nostra mente attraverso l'anima.

Ci sono diverse varietà o tipi di Yoga, il più diffuso in Occidente è Hatha Yoga, anche se il Tantra Yoga è sempre più esteso, in quanto è praticato molto tra le donne in gravidanza.

Possiamo dire che queste varianti appartengono ai nove rami dell'albero dello Yoga , ma tutti hanno uno scopo, fornire una connessione sana tra corpo e mente per sentirci rilassati e bene con noi.

Yoga ei suoi benefici

Lo yoga è buono per molte cose, infatti ha molti vantaggi che ti racconteremo dopo, ma ci sono quelli che decidono di iniziare a praticarlo per ottenere un tempo di rilassamento o per migliorare i problemi muscolari soprattutto di schiena prodotto dagli alti livelli di stress dal ritmo frenetico della vita che abbiamo attualmente. Ed è una buona alternativa per controllare i livelli di stress .

I benefici dello Yoga sono molti e vari, ma possiamo dire che lo Yoga migliora la salute di chi lo pratica, e così lo fa. Tra i suoi benefici figurano i seguenti per essere i più comuni. Come la disciplina indica, il praticante ottiene un corpo fisso , una mente forte e uno spirito benevolo .

Ma è possibile sottolineare che le posizioni dello Yoga ci danno una maggiore flessibilità e un corretto allungamento del nostro corpo e della muscolatura e una maggiore tonificazione di questo, aumenta la resistenza fisica e la capacità del lavoro. Migliora la circolazione del sangue e il funzionamento ghiandolare e il rilassamento profondo, quindi alcune persone lo usano per trovare un tempo tranquillo per aiutarli a rilassarsi .

Bilanciando le connessioni tra il corpo e la mente ci dà uno stato di benessere che migliora la nostra salute.

A livello mentale migliora la concentrazione , la memoria e l' attenzione . La tranquillità nella mente, la tolleranza e l'assorbimento nell'amore interiore genera uno stato permanente di pace e tranquillità . Sviluppa anche le competenze necessarie per comprendere il funzionamento della mente attraverso l'osservazione dell'attività del corpo stesso e la respirazione .

E inoltre agevola lo sviluppo integrale e progressivo della mente e del corpo con l'espressione dei potenziali del professionista e rafforzando l'autostima . Produce anche molti benefici spirituali.

Yoga, per rilassarsi e controllare l'ansia

La disciplina dello yoga ci aiuta nelle tue posizioni e nella meditazione per trovare l'equilibrio mentale e spirituale e perciò ci aiuta a controllare situazioni di stress e ansia attraverso esercizi che ci aiutano a raggiungere la stabilità emotiva che lontano da noi di ansia o di depressione. A partire dagli esercizi di respirazione che ci permettono di connettersi con il nostro interno (respirazione energizzante e purificante) promuoveremo la calma e la concentrazione interiore .

Con questi esercizi di respirazione saremo in grado di pulire le vie aeree e accelerare il metabolismo, aumentando la temperatura corporea in modo da favorire lo stato di rilassamento e concentrazione.
È importante che se si soffre di situazioni di stress o di ansia diventa consapevole del respiro e della corretta realizzazione delle posture, perché per eseguire la corretta posizione con errori nella respirazione diminuisce l'efficacia nei benefici di detto esercizio.

Yoga per rilassarsi e dormire bene

Ci sono posizioni che favoriscono l' allungamento dei muscoli per liberare la tensione accumulata durante il giorno, esercizi che ci aiutano dopo un intenso giorno di lavoro, possiamo fare questi esercizi prima di andare a dormire per raggiungere un livello ottimale di concentrazione e terminare una sessione di meditazione per aiutarci a raggiungere la tranquillità che richiede il nostro corpo ad addormentarsi rapidamente.

È importante che la sessione sia sempre terminata con relax e meditazione se cerchiamo di addormentarci.
Numerosi studi supportano il miglioramento del sonno nelle persone che praticano lo yoga, quindi se si dispone di un problema di insonnia si consiglia di fare lezioni di yoga durante il pomeriggio, il più vicino a dormire o fare esercizi a casa per rilassarsi.

Il biologo nutrizionista? Diffidate delle imitazioni

Il biologo nutrizionista? Diffidate delle imitazioni

Fare il nutrizionista non è un gioco da ragazzi, perché con l’alimentazione non si scherza e c’è bisogno delle giuste competenze per esercitare la professione.
Il monito arriva dall’Università del Camerino che, in risposta alla sempre maggiore richiesta di giovani che vogliono intraprendere questo percorso, ha deciso di lanciare l’iniziativa “Io sono un biologo nutrizionista vero” volta a fare chiarezza sul percorso di studi necessario per diventare esperto nel campo della nutrizione.
In effetti negli ultimi anni su questo ruolo a metà strada tra la medicina e le scienze biologiche ne sono state dette davvero di tutti i colori. Tanto che importanti multinazionali affermate nel “mercato delle diete“, hanno cominciato a promettere attestati da nutrizionista a tutti coloro che dopo un corso di qualche settimana fossero stati disposti a consigliare ai pazienti i prodotti dell’azienda stessa.
Così, proprio in occasione di un seminario dedicato agli studi di biologia e nutrizione che prendeva in esame soprattutto gli aspetti professionali e giuridici della questione, alla luce anche delle nuove linee guida dell’Ordine dei Biologi, l’Università del Camerino ha deciso di mettere i puntini sulle i.
“Attualmente la professione di nutrizionista può essere esercitata da laureati in Medicina o da laureati magistrali in Biologia – ha spiegato il prof. Guido Favia, presidente dei corsi di laurea in Bioscences and Biotechnology e Biological Sciences – indipendentemente dalla tipologia di curriculum: l’intento di Unicam è stato quello di sviluppare un percorso formativo completo che comprende la laurea triennale in Biologia della nutrizione ed un corso di laurea magistrale in Biologia, ma con un curriculum specifico orientato alla nutrizione”.
Un percorso formativo, ha spiegato ancora il prof. Fava riferendosi alla Scuola di Bioscienze e Biotecnologie , nato non soltanto per una esigenza culturale, quanto soprattutto in risposta ad “espliciterichieste provenienti dal territorio e dagli studenti stessi che volevano giustamente correlare le loro aspettative future con una preparazione di base professionalizzante e mirata nel campo della nutrizione”.
Approfondimenti: TrendFashion.it

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Un pomodoro al giorno…

Un pomodoro al giorno…

Vorrei riabilitare un bene prezioso della nostra mediterraneità che spesso a torto, raramente a ragione, viene bandito dalle nostre tavole: il pomodoro.
Questo alimento è spesso accusato di esser troppo acido e troppo ricco in nickel (forse anche troppo rosso?) ecco quindi che, sulla scia di diete incongrue, ci si priva di ciò che la Scienza ha invece riconosciuto come prezioso. Il pomodoro ha proprietà antiossidanti e antitumorali, soprattutto in relazione al tumore della prostata.
C’è una stretta correlazione, come dimostrato da studi epidemiologici, tra consumo di grassi nella dieta e cancro della prostata. Lo stress ossidativo dovuto allo scarso consumo di frutta e verdura, alla sedentarietà e al fumo di sigaretta, rappresentano altri fattori precipitanti. Una corretta alimentazione può invece fornire preziosi nutrienti, che fungono da agenti preventivi per i nostri organi, prostata inclusa. Un recente articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer, ne riassume i principali quali: vitamina E, selenio, antiossidanti contenuti nei cereali integrali, e il licopene un carotenoide, il pigmento responsabile proprio del colore rosso e dell’attività antitumorale del pomodoro.
I Paesi che sono grandi consumatori di pomodoro e assumono regolarmente licopene, come l’Italia, la Spagna e il Messico, hanno un tasso di tumore alla prostata più basso dell’America del Nord (la riduzione del rischi è di circa il 30% nei tumori che insorgono sui 65 anni).
Consigli in cucina
L’azione anti-tumorale del licopene è potenziata dalla cottura dei pomodori e dalla presenza di sostanze grasse, come ad esempio l’olio d’oliva. Pertanto anche la salsa concentrato di pomodoro e le conserve sono ricche di licopene. Sono sufficienti due pasti la settimana a base di salsa di pomodoro per ridurre il rischio del 25% di sviluppare tumore alla prostata. Non dimenticate di aggiungere anche l’aglio!
Fonte. Fleshner e Zlotta. Prostate Cancer Prevention. Cancer, 110(9), 2007
Pappa col pomodoro, una ricetta semplice, economica, salutare, italiana al 100%
Ingredienti per 4 persone:
400 grammi di pomodori pelati freschi
200 grammi di pane casalingo (meglio se raffermo)
un mazzetto di basilico
2 spicchi d’aglio
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,
½ litro di brodo vegetale
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe
Tostare il pane tagliato a fette infornandolo per qualche minuto a 200°C
In un tegame fate rosolare l’aglio e il basilico. Aggiungete il concentrato e i pomodori precedentemente scottati e pelati, fate cuocere fino a raggiungere il bollore.
Versate durante il bollore tutto il brodo unendo il pane tagliato a fettine sottili e lasciando cuocere per 2 o 3 minuti. Levate il tegame dal fuoco e lasciate riposare coperto per un’ora.
Prima di servire rimescolate bene gli ingredienti.
La pappa al pomodoro può essere servita fredda, tiepida o riscaldata.
Aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva a crudo e guarnire con basilico fresco.
L’aglio, un concentrato di benessere

L’aglio, un concentrato di benessere

L’Aglio (allium sativa) e gli ortaggi simili quali le cipolle (allium cepa), i porri (allium porrum), lo scalogno (allium ascalonium) e l’erba cipollina (allium schoenoprasum) hanno comprovati effetti benefici sulla nostra salute e agiscono nella prevenzione dei tumori.
Studi epidemiologici dimostrano la riduzione significativa nei soggetti studiati della probabilità di manifestare cancro allo stomaco e alla prostata.
Le molecole responsabili di questi effetti anti-tumorali sono delle sostanze fitochimiche contenenti zolfo (ad esempio l’alliina, da cui deriva l’allicina ed altri composti) e vengono liberate in seguito alla frantumazione di questi ortaggi.
L’aglio, come la cipolla, contiene anche la quercetina, un polifenolo inibitore della crescita.
L’aglio e i suoi parenti frenano lo sviluppo del cancro, sia per l’azione protettrice nei confronti dei danni causati dalle sostanze cancerogene (nitrosammine), sia per la loro capacità di impedire la crescita delle cellule tumorali (pro-apoptotico).
E’ di recente pubblicazione  un lavoro sulla rivista Journal of nutrition, ne illustra gli effetti benefici sull’apparato cardiovascolare, sul quale eserciterebbe un blando, ma continuo, effetto ipotensivo e antiaggregante.
Consigli in cucina
L’aglio crudo affettato o frantumato, rappresenta sicuramente la migliore fonte di sostanze anti-tumorali e va quindi preferito agli integratori. La cottura blocca la formazione delle sostanze anti-tumorali, per cui è preferibile aspettare 10 minuti dopo la frantumazione prima di cuocere
Quantità consigliata 2-3g al giorno pari a 1-2 spicchi.
Fonti: www.lascuoladiancel.it; Gingras e Beliveau. L’alimentazione anti-cancro. Sperling & Kupfer 2006.
Rigatoni integrali con aglio, olio e mollica di pane
Per 2 persone
160g di rigatoni integrali
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
50g di mollica di pane
Peperoncino
Sale q.b.
Preparazione
Cuocere i rigatoni in abbondante acqua salata
Nel frattempo pulite l’aglio, tagliate gli spicchi a fette e metteteli in una padella antiaderente, dove avete posto l’olio a scaldare a fuoco minimo. Lasciatelo imbiondire leggermente per un minuto.
Gettate nel tegame la mollica di pane tagliata a pezzetti ed il peperoncino. Mescolare e continuare a cuocere per un minuto a fuoco moderato finché la mollica non diverrà croccante.
Scolate la pasta al dente conservando un po’ dell’acqua di cottura, e gettatela nel tegame.
Fate saltare la pasta, unendo un po’ dell’acqua di cottura e amalgamare il tutto.
Per i palati forti, si può aggiungere altro peperoncino.
Buon appetito!
semi di lino un tesoro nascosto

semi di lino un tesoro nascosto

Il lino (Linum usitatissimum) è una pianta erbacea annuale che cresce spontanea ma può anche essere coltivata, così come facevano Egizi, Ebrei e Fenici per ricavarne preziose fibre tessili. I frutti contengono piccoli semi di colore brunastro. Le proprietà della pianta risiedono nei semi e nell’olio.
Evidenze scientifiche dimostrano il ruolo dei semi di lino nella prevenzione tumorale, per cancro della prostata, del seno, per l’endometriosi e cancro del colon.
Tuttavia i semi di lino vantano anche proprietà:
-Ipolipemizzante (colesterolo)
-Antinfiammatoria
-Lassativa
-Antitrombotica
-Stabilizzatrice del sistema nervoso
Per le loro caratteristiche i semi di lino sono anche consigliati in gravidanza (per la corretta funzionalità del sistema nervoso fetale) e in età evolutiva (maturazione del sistema nervoso)
Va detto inoltre, che l’utilizzo di olio di lino è particolarmente utile per riequilibrare il rapporto tra ω3 e ω6, che a causa dello stile alimentare moderno è troppo sbilanciato a favore di questi ultimi.
Meccanismo di azione
I lignani (nella buccia) contenuti nell’involucro dei semi possono prevenire la formazione di trombi perché hanno un’azione antagonista sui recettori di attivazione delle piastrine.
Sempre i lignani, assieme alle mucillagini liberate dall’ammollo dei semi, esplicano un’azione lassativa. I semi di lino sono una buona fonte di acidi essenziali grassi della serie omega-3, i quali non vengono prodotti dall’organismo, ma possono essere introdotti solamente attraverso la dieta. In particolare contengono l’acido alfa-linolenico (ALA) il precursore dell’acido grasso omega-3 eicosapentaenoico (EPA), nel quale viene trasformato all’interno dell’organismo. L’EPA è un precursore degli eicosanoidi, molecole antinfiammatorie,antiaterogeniche e anti-trombitiche.
Sono consigliati  2-3 cucchiaini di semi di lino al dì, da masticare con cura e accompagnare con abbondante acqua. I semi tritati vanno conservati in frigo e durano per una settimana.
Letture consigliate. 
Beliveau e Gingras. Le ricette anti-cancro. Prevenire i tumori con i cibi giusti. Sperling & Kupfer, 2010 (da cui è stata tratta e liberamente modificata la ricetta); 
Demark-Wahnefried W etl al. Flaxseed supplementation (not dietary fat restriction) reduces prostate cancer proliferation rates in men presurgery. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev.2008;17(12):3577-87.
Muesli 
Per 4 persone
100g di fiocchi d’avena
30g di semi di girasole
10g di semi di sesamo
15ml di olio extravergine di oliva
4 cucchiaini di miele d’acacia
50g di mandorle con buccia e spezzettate
1 cucchiaio di semi di lino (chiari o scuri, tritati)
50g di mirtilli rossi essiccati
Preparazione
Preriscaldare il forno a 200°C
In un contenitore capiente mescolare i fiocchi d’avena con i semi di girasole e di sesamo, l’olio e il miele.
Versare in una teglia rivestita con carta da forno ed infornare per alcuni minuti fino a quando il composto risulterà uniformemente croccante e dorato. Quando i cereali iniziano a dorare, aggiungere le mandorle. Lasciare intiepidire prima di unire i semi di lino e i mirtilli rossi.
Servire il muesli con latte freddo a piacere.
Raggiungi e mantieni un peso corporeo salutare

Raggiungi e mantieni un peso corporeo salutare

Linee guida del ViverSano: raggiungi e mantieni un peso corporeo salutare
Inizia oggi un nuovo percorso di ViverSano. Sono, infatti, di recente pubblicazione le “Linee guida di nutrizione e attività fisica per la prevenzione tumorale” dell’American Cancer Society.
A partire da oggi ViverSano, di settimana in settimana, illustrerà ogni singola linea guida, con la speranza di far cosa utile e gradita a tutti i lettori.
Linea guida n°1. Raggiungi e mantieni un peso corporeo salutare per tutta la vita.
-Cerca di essere magro, senza essere sottopeso
-Evita l’eccesso ponderale. Per coloro che sono al momento sovrappeso o obesi, si raccomanda di perdere una piccola quantità di peso (almeno il 10% n.d.t.), che già regala i suoi primi benefici e rappresenta una buona base di partenza
Peso corporeo e rischio di cancro. Negli Stati Uniti è stato stimato che l’obesità contribuisce dal 14 al 20% delle morti per cancro. L’obesità ed il sovrappeso sono correlate all’incrementato rischio di sviluppare diversi tipi di cancro quali: quello al seno per le donne in menopausa, cancro colon-rettale, endometrio, rene, adenocarcinoma dell’esofago (malattia da reflusso ed esofago di Barrett) e del pancreas e, con buona probabilità anche della vescica urinaria. Una correlazione diretta tra obesità e cancro è stata osservata anche per il fegato, i linfomi non-Hodgkin, mieloma multiplo, e cancro della cervice, dell’ovaio e della prostata. I meccanismi sottesi a quanto sopra elencato sono diversi. Tra i quali:
-alterazioni del sistema immunitario e comparsa di fenomeni infiammatori
-incrementati livelli metabolici di diversi ormoni tra i quali insulina ed estradiolo
-incremento dei fattori che regolano la proliferazione cellulare quali il fattore insulino simile IGF-1
Raggiungi e mantieni il giusto peso. Il giusto peso dipende da diversi parametri legati al sesso, età, struttura corporea. Un metodo pratico (anche se non sempre esaustivo n.d.t.) è rappresentato dal calcolo dell’indice di massa corporea (peso corporeo/altezza in metri al quadrato) che dovrebbe essere compreso tra 18.5-25Kg/m2. Il modo per raggiungere il peso forma è bilanciare l’introito calorico (cibi e bevande), con l’energia spesa nella giornata. Per la maggior parte degli adulti anche una piccola riduzione della quota calorica (50-100kcal per giorno) può contribuire a ritrovare il peso forma.
Allo stesso modo 300 minuti o poco più di attività fisica da moderata a vigorosa per settimana può aiutare a perdere peso e mantenere il peso forma.
L’introito calorico può essere ridotto partendo dal ridimensionamento delle porzioni di cibo, limitando spuntini e bevande ipercalorici (biscotti, torte, caramelle, gelati, bevande zuccherine). Tali cibi dovrebbero essere sostituiti da prodotti di origine vegetale, quali frutta e verdura. Particolare attenzione va data ai cibi in vendita nei fast food ad alta concentrazione calorica e carichi di grassi e zuccheri “nascosti” (leggerne con attenzione gli ingredienti n.d.t.). La salute dei giovani, e degli adulti che essi stessi diverranno, è legata alle loro corrette abitudini alimentari e allo stile di vita. Proprio in questa fase è importante lavorare per mantenere il peso forma, per non sviluppare in futuro patologie croniche quali diabete, ipertensione o osteoporosi e problemi cardiovascolari. La maggior parte delle ricerche dimostra che giovani sovrappeso, manterranno il loro sovrappeso anche in età adulta.
Fonte. Lawrence et al.. American Cancer Society Guidelines on Nutrition and Phisical Activity for Cancer Prevention.  CA Cancer J Clin 2012; 62:30-67.
La ricetta ViverSano:
Filetti di sogliola alla zucca
Ingredienti per 4 persone
8 filetti di sogliola (800g-1kg)
500g di zucca, al netto degli scarti
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
farina bianca q.b.
½ cipolla
origano
sale
Preparazione
Tagliare la zucca a dadini, lessarla in acqua bollente e salata per 10 minuti. Frullare la zucca cotta con 2 cucchiai d’olio, 2 cucchiai di acqua di cottura e la ½ cipolla.
Passate i filetti di sogliola nella farina, ricoprendoli omogeneamente. Scaldare in una padella antiaderente i restanti 2 cucchiai d’olio, a fuoco medio. Unire il pesce e farlo rosolare per qualche minuto, avendo cura di girarlo una volta sola, fino a cottura ultimata.
Distribuire la crema di zucca sui singoli piatti e completare adagiandovi il pesce.
Guarnire con origano e servire caldo.
Noci e vasi sanguigni

Noci e vasi sanguigni

  • Frutto: noce.
  • Classificazione: Juglans regia, Famiglia Junglandacee.
  • Proprietà: contribuisce al miglioramento dell’elasticità dei vasi sanguigni.
  • Avvertenze: questa indicazione può essere impiegata solo per un alimento che fornisca un apporto giornaliero di 30 g di noci.
In termini di energia e nutrienti, 30 g di noci secche forniscono 206,6 Kcalorie e contengono:
  • 4,3 g di proteine
  • 20,4 g di lipidi
  • 1,5 g di carboidrati disponibili
  • 0,5 g di amido
  • 0,9 g di zuccheri solubili
  • 1,9 g di fibra totale
  • 1,6g di fibra insolubile
  • 110 mg di potassio
  • 1,3 mg di ferro
  • 24,9 mg di calcio
  • 114 mg fosforo
  • 39,3 mg di magnesio
  • 0,93 mg di selenio
Le proprietà espletate dalle noci sui vasi sanguigni sembrerebbero correlate alla loro particolare composizione in acidi grassi polinsaturi, linoleico (30,02%) e alfa linolenico (6,64%) e monoinsaturi, oleico (9,38%).
L’olio extravergine di oliva, conosciamolo meglio

L’olio extravergine di oliva, conosciamolo meglio

L’Olio di oliva si estrae dai frutti di numerose varietà del genere Olea, in particolare dalla specie Olea europea (famiglia Oleacee) pianta coltivata nel bacino mediterraneo. Il frutto dell’Olea,pianta comunemente chiamata olivo, è l’oliva, una drupa tondeggiante.

Gli oli di oliva vergini (in base al Regolamento CE 1513/2001) sono “oli ottenuti dall’oliva meccanicamente o con altri processi fisici, in condizioni termiche tali da non alterarli, e che non hanno subito nessun trattamento chimico quali, ad esempio, estrazione con solvente”.

L’olio extravergine di oliva, in particolare, ha un gusto assolutamente perfetto con una acidità libera, espressa in acido oleico, non superiore allo 0,8%.

La composizione chimica dell’olio di oliva è influenzata dalla varietà dell’olivo, dalla maturazione della drupa, dal clima, dal periodo di raccolta.

I costituenti fondamentali dell’olio di oliva sono i trigliceridi (98-99%), che rappresentano quella che viene definita frazione saponificabile. La maggior parte dei trigliceridi dell’olio di oliva sono formati dall’acido grasso monoinsaturo oleico per un 72,95%, da acidi grassi saturi quali il palmitico e lo stearico per circa il 14,46% ed da acidi grassi polinsaturi quali il linoleico (più abbondante) e linolenico per circa il 7,52%. Numerosi studi dimostrano che è l’acido oleico il principale responsabile delle proprietà protettive dell’olio di oliva sull’apparato cardiovascolare, in quanto è in grado di contribuire ad abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” LDL (low density lipoprotein) nel sangue, senza intaccare la quota di colesterolo “buono” HDL (high density lipoprotein).

Nell’olio extravergine di oliva l’acido oleico non dovrebbe mai essere inferiore al 73% e l’acido linoleico mai superiore al 10%.

Seppure i grassi, nella porzione saponificabile, siano la parte più rappresentata, è nei componenti minori, la così detta frazione insaponificabile che l’olio di oliva diviene alimento unico ed inimitabile e rafforza i suoi effetti positivi sulla nostra salute.

Nella componente insaponificabile, in particolare, troviamo:

  • idrocarburi: tra cui lo squalene(0,3-0,6%), un polimero dell’isoprene. Diversi studi scientifici attribuiscono a questa molecola proprietà antiossidanti, ipocolesterolemizzanti e contrastanti la carcinogenesi.
  • fitosteroli:quali il ß-sitosterolo, il campesterolo e lo stigmasterolo, sia liberi che esterificati, sostanze che si oppongono, agendo come competitori, all’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.
  • vitamine liposolubili:quali il ß carotene o la provitamina A (3-37mg%) e i tocoferoli (vitamina E), con azione antiossidante.
  • pigmenti:quali clorofilla e caroteni
  • alcol alifatici e alcoli triterpenici: quali l’eritrodiolo e l’uvaolo, con funzione aromatica
  • polifenoli: pari al (2-3%), anch’essi con funzione antiossidante che agiscono prevalentemente sull’inibizione della perossidazione lipidica e sulla neutralizzazione dei radicali liberi dell’ossigeno. Il polifenoli, quindi, contribuiscono alla stabilità dell’olio e al mantenimento dell’integrità dei suoi componenti.

Tra i polifenoli ricordiamo il glucoside oleuropeina, che concorre a conferire il sapore amaro ai frutti e alle foglie dell’olivo. L’oleuropeina è considerata una sostanza nutraceutica con documentata azione in vitro contro la proliferazione tumorale delle cellule tumorali leucemiche, nonché con azione antinfiammatoria, antiaterogena, e antiossidante. Degno di nota è anche l’oleocantale, un flavonoide con documentati effetti preventivi sul Morbo di Alzheimer, per mezzo di un meccanismo che ostacolerebbe la fibrillazione della proteina tau, la responsabile dei processi degenerativi neuronali.

A cosa serve l’olio di oliva?

L’olio di oliva, soprattutto se extravergine, rende appetibili gli alimenti, esaltandone l’individuale sapore in maniera inimitabile.

E’ il simbolo della mediterraneità sia per proprietà organolettiche, che per il ruolo preventivo e nutraceutico che lo caratterizza, se adeguatamente inserito in uno stile alimentare ricco di prodotti di vegetali quali frutta, ortaggi, verdura, legumi, cereali integrali e cibi proteici quali, in primis, il pesce azzurro.

La sua funzione, in qualità di grasso vegetale, è energetica, in particolare per il muscolo striato e per il cuore, che utilizzano gli acidi grassi per il loro metabolismo, per questo è un alimento indicato per gli sportivi e per chi compie un lavoro di fatica. Trasporta vitamine liposolubili (tocoferoli e ß-carotene) e favorisce l’assorbimento delle vitamine liposolubili contenute negli alimenti (A,D,E, K) e di altri composti liposolubili di derivazione vegetale quali ad esempio i polifenoli o i carotenoidi.

L’olio extravergine di oliva è straordinariamente digeribile, più dei grassi animali quali burro strutto e lardo, ed è l’unico tra gli oli ad avere un coefficiente di digeribilità pari al 100%. Questo è dovuto sia alla particolare struttura chimica e tridimensionale, sia al fatto lo stesso olio di oliva, una volta assunto, è in grado di stimolare la contrazione della colecisti e l’espulsione della bile, nonché la secrezione di lipasi pancreatica nel duodeno.

Indice di digeribilità di alcuni oli

  • Oliva: 100%
  • Girasole: 83%
  • Arachide: 81%
  • Sesamo: 57%
  • Mais: 36%

In merito al suo utilizzo per la cottura, possiamo affermare che l’olio di oliva è molto resistente al calore per due motivi: l’alto punto di fumo (200-240°C) dovuto alla particolare composizione di acidi grassi per la maggiorparte monoinsaturi (oleico 73%) e in minima parte polinsaturi (7,52%), e per la presenza di numerose molecole antiossidanti che ne tutelano la perossidazione lipidica (tocoferoli e polifenoli).

Seppur è nell’olio a crudo che ritroviamo integre tutte le proprietà nutraceutiche, un olio di oliva cotto in maniera opportuna e quindi in tempi brevi (necessari alla sola frittura dell’alimento), senza rabboccarlo, né riutilizzarlo, né sfruttarlo oltremodo, rimane comunque un prodotto di qualità. Bisogna prestare anche particolarmente attenzione alla rapidità con cui l’olio viene portato a temperatura per friggere, cercando di procedere a fiamma media e sempre gradualmente. Un olio ultra-cotto già dopo due ore inizia ad impoverirsi, a degradarsi in glicerolo ed acidi grassi e a sviluppare prodotti tossici e potenzialmente dannosi quali l’acroleina (che deriva dalla trasformazione del glicerolo) o l’acrilammide (che si forma durante la cottura di alimenti amidacei, quali ad esempio le patate ). L’acroleina è irritante sulla mucosa gastrica e nei confronti del fegato. L’acrilammide è un composto mutageno e cancerogeno. La cottura prolungata è anche causa di perossidazione e termossidazione degli acidi grassi, con conseguente perdita della loro attività.

Affinché l’olio extravergine di oliva si preservi al meglio va conservato in bottiglie preferibilmente di vetro e scure, a temperatura ambiente e a riparo dalla luce: in queste condizioni, sigillato, dura dai dodici ai diciotto mesi.

In una alimentazione equilibrata la quantità di olio extravergine di oliva da assumere affinché questo espleti i suoi benefici, varia sulla base del sesso, età, attività fisica e composizione corporea. In media è consigliabile assumere dai tre ai sei cucchiai al dì, meno se la persona è sovrappeso. L’olio, tuttavia, non andrebbe mai completamente rimosso al solo fine di perdere peso.

Questo nell’ottica che non mangiamo solo calorie, ma nutrimento per il nostro organismo. Senza l’olio extravergine d’oliva il pasto avrebbe, in termini organolettico-nutrizionali, meno sapore e meno valore.

Polifenoli dell’olio di oliva

Polifenoli dell’olio di oliva

Fa che il cibo sia la tua medicina davvero!

 

  • Componenti bioattivi: polifenoli dell’olio di oliva.
  • Proprietà: contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo.
  • Avvertenze: questa indicazione può essere impiegata solo per l’olio di oliva che contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio complesso oleuropeina e tirosolo) per 20 g di olio di oliva (2 cucchiai).

Il componente bioattivo di un alimento non è riconoscibile come nutriente, ma può avere effetti significativi, in genere positivi, per lo stato di salute e per il benessere dell’uomo. Un esempio è rappresentato dai polifenoli contenuti nell’olio di oliva che, con la loro azione antiossidante, possono favorire la prevenzione dell’aterosclerosi e di altre patologie cardiovascolari legate all’ossidazione dei grassi contenuti nel sangue. L’olio extravergine di oliva con retrogusto piccante, in genere, si caratterizza per un  maggior contenuto di polifenoli. Leggi sempre l’etichetta, sugli oli di qualità il produttore può a sua discrezione esplicitare il contenuto di polifenoli.

Fonti:
  • Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) — Regolamento (UE) n. 432/2012
  • Federazione delle Società Italiane di Nutrizione (FeSIN) in collaborazione con Segretariato Sociale RAI — Alimentazione e Nutrizione in Parole
I Disturbi alimentari nei bambini e negli adolescenti

I Disturbi alimentari nei bambini e negli adolescenti

Oltre alle più note Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, il Dott. Domenico Mazzullo, Psichiatra e Psicoterapeuta, ci ha elencato i principali disturbi del comportamento alimentare  meno noti, che possono interessare sia bambini che adolescenti.

Se riconoscete questi atteggiamenti in un bambino o in un giovane, siate voi i genitori, parenti, amici o gli insegnanti, è bene fare in modo che venga informato il Pediatra o il curante di fiducia.

Pica   = Ingestione persistente di sostanze non alimentari, per un periodo di almeno un mese, inappropriata rispetto al livello evolutivo.

Mericismo o disturbo di ruminazione  = Rigurgito ripetuto e nuova masticazione del cibo, per almeno un mese dopo un periodo di funzionamento normale

Disturbo emotivo di evitamento del cibo = Condizione caratterizzata da marcato evitamento del cibo, analogo alla anoressia, ma in assenza dei pensieri su forma e aspetto del corpo, tipici invece di questa, né  di una immagine corporea distorta.

Alimentazione selettiva = caratterizzata da alimentazione molto selettiva di cibi, predilezione per i carboidrati, assenza di preoccupazione per il peso e l’aspetto del corpo, assenza di immagine corporea distorta.

Neofobia alimentare   = paura di introdurre nuovi cibi nella alimentazione.

Fobie alimentari = solo in alcuni casi è possibile identificare un evento causale ben definito per es. morte del padre per infarto con conseguente fobia per l’ipercolesterolemia. In alcuni bambini le fobie alimentari fanno parte di un tipico disturbo ossessivo-compulsivo.

Disfagia funzionale = difficoltà nella deglutizione associata alla paura di soffocare.

Vomito psicogeno

Sindrome da rifiuto pervasivo = certamente la più grave delle condizioni. Rifiuto profondo e pervasivo di mangiare, bere , camminare, parlare e prendersi cura di sé. Interpretata come reazione post-traumatica da stress in casi di sospetto o evidente abuso oppure una psicosi infantile. La prognosi è comunque molto grave.