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Categoria: Salute

Chinino,informazioni mediche attendibili e supporto al Paziente

Chinino,informazioni mediche attendibili e supporto al Paziente

I crampi alle gambe

Alcuni farmaci sono suggeriti come possibili trattamenti per i crampi alle gambe.

Questi includono il magnesio, il diltiazem, le vitamine del complesso B, la vitamina E, il naftidrofurile, l’Orphenadrine e il verapamil.

In generale, questi non sono attualmente raccomandati, infatti la maggior parte degli studi hanno scoperto che non funzionano molto bene nella maggior parte delle persone.

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Ridurre lo stress in 10 mosse

Ridurre lo stress in 10 mosse

stressDi stress si parla molto e spesso è accomunato a senso di ansia, tensione, malessere diffuso e preoccupazione.

Una condizione di stress cronico può portare a aumento della pressione del sangue, malattie cardiache, coliti, asma, e perfino il cancro.

Ma come può una persona porre riparo a una situazione di stress?

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Rimedi naturali contro le scottature

Rimedi naturali contro le scottature

scottatureVi ritrovate, dopo una giornata di sole, belli rossi, cotti e doloranti?

Il sole in fondo è buono, basta saperlo prendere!

D’accordo, il danno è fatto, ma non disperate; per alleviare il dolore e lenire la pelle esistono infatti tanti piccoli rimedi assolutamente naturali ed a portata di mano.

Prima di tutto ricordate di idratarvi: tanta acqua per aiutare il nostro organismo a rimediare alla nostra disattenzione dall’interno e poi docce tiepide e lozioni emollienti per ottenere un po’ d’immediato sollievo.

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Il tatuaggio sicuro esiste?

Il tatuaggio sicuro esiste?

tatuaggioSe sui danni provocati dal fumo ci hanno istruito a dovere, con tanto di immagini shock e ammonimenti dai vari ministeri della sanità, su quelli derivanti dai tatuaggi il discorso non è così chiaro , Iniettarsi dell’inchiostro colorato sotto la pelle, di sicuro, bene non fa..

Soprattutto perché ancora non si è ben capito la pericolosità degli inchiostri. Si è ampiamente discusso in passato sui rischi legati alla sterilizzazione degli aghi, così tutti noi ora sappiamo che dobbiamo rivolgerci a strutture serie e scrupolose.

Ma troppo poco si è detto sulla composizione degli inchiostri che vengono iniettati nella pelle e che tutti noi pensiamo essere controllati e approvati, ma di cui, in verità, non si conosce con precisione nemmeno cosa contengano.

In un inchiesta del lontano 2003 effettuata dalla Commissione europea, è emerso che la maggior parte delle sostanze chimiche utilizzate nei tatuaggi sarebbero pigmenti industriali originariamente destinati altri scopi, come ad esempio per la vernice delle automobili o nell’inchiostro per penne.

Impossibili da garantire per un uso che li mette in contatto con la pelle a vita.

Quindi, a quanto pare dobbiamo rassegnarci all’evidenza: nonostante le rassicurazioni provenienti dalle case produttrici che garantiscono atossicità e ipoallergia, dei loro inchiosti, il tatuaggio sicuro non esiste.

Bocciato anche l’henné?

Tanto più ora che a quanto pare non ci si può fidare più nemmeno di quelli all’hennè. Tutti bocciati, insomma, ma perché? Vernici e biro a parte, cosa contengono esattamente?

Dai risultati è emerso che ogni colore e marca di inchiostro ha ingredienti completamente diversi. Inoltre le analisi hanno evidenziato che alcuni inchiostri possiedono, al loro interno, elevati livelli di piombo e litio, e che, in particolare, gli inchiostri di colore blu contengono una quantità di rame così elevata da mandare in tilt la macchina per la TAC.

Tutto ciò ha suscitato e continua a suscitare elevate preoccupazioni soprattutto perché sono ben noti i pericoli che tali metalli possono provocare all’essere umano. In effetti numerosi studi hanno sottolineato la capacità di questi composti di indurre seri problemi alla salute. In particolare:

piombo: può provocare problemi comportamentali, anemia, problemi renali, danni neurologici come attacchi epilettici e, in rari casi, coma e morte;

litio: può indurre disturbi renali (sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete insipido), disturbi neurologici (alterazione della memoria e dell’attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare), disturbi al cuore (aritmie), problemi cutanei (eruzioni, alterazioni del pigmento, psoriasi), disturbi gastroenterici (nausea, diarrea, coliche addominali), ipertiroidismo, epilessia, edema degli arti inferiori, leucocitosi, etc;

rame: può provocare irritazione oculare (rossore, tumefazione e dolore), irritazione cutanea (rossore, prurito, bruciore, tumefazione), problemi respiratori, problemi gastroenterici (nausea, diarrea e/o dolore addominale).

Questi effetti collaterali sono stati indicati per le esposizioni che si verificano nel corso del contatto per lunghi periodi di tempo a questi e ad altri metalli pesanti. Calcolando che nei tatuaggi l’esposizione è permanente e continua, di certo non si può biasimare la FDA che non se l’è sentita di avallarne l’utilizzo.

Nei tatuaggi i metalli vengono utilizzati per rendere permanenti i pigmenti e le quantità presenti possono essere anche abbastanza rilevanti con conseguenza che variano a seconda del colore scelto. Ad esempio verde e blu sono prodotti a partire da sali di rame, elementi approvati per l’uso di lenti a contatto, impianti chirurgici mobili e vernici per bambini. Allo stesso modo i pigmenti neri a base di carbonio o inchiostro nero di India, come pure quelli bianchi a base di zinco e di ossidi di ferro o quelli viola a base di dioxazine/carbazolo, riducono al minimo i rischi per la salute. Tra i colori, i pigmenti rossi, soprattutto quelli che contengono cadmio, ossidi di ferro o mercurio (cinabro), sono generalmente i più preoccupanti. In particolare il mercurio ha provocato reazioni allergiche e cicatrici in moltissime persone sensibilizzandole anche al mercurio proveniente da altre fonti come il pesce o le otturazioni dentali.

Insomma, meglio accertarsi prima degli ingredienti di ciascun colore utilizzato per il tattoo. Queste informazioni possono essere difficili da trovare dato che gli inchiostri non vengono venduti direttamente ai consumatori, e di conseguenza non c’è l’obbligo di specificarne i componenti nell’etichetta. Alcuni tatuatori, tuttavia, non mescolano per principio i pigmenti e non si fanno problemi a rivelarne la composizione. Se proprio non resistiamo al fascino del tattoo, sarebbe bene rivolgersi esclusivamente a questo tipo di professionisti.